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E-Commerce: piccola guida per iniziare a vendere sul web

E-Commerce: piccola guida per iniziare a vendere sul web

Nel mercato iper globalizzato di oggi poter vendere prodotti anche a clienti lontani migliaia di chilometri è un requisito di vitale importanza per un’azienda che voglia sopravvivere alla concorrenza.
Il termine e-Commerce si riferisce a tutte le transazioni e attività commerciali effettuate per via elettronica: è una modalità di vendita che ha un enorme potenziale di penetrazione ma che in Italia non viene sfruttata nella giusta misura, con tassi di utilizzo ben sotto la media degli altri paesi europei (solo il 4% delle aziende italiane vende i propri prodotti tramite il web, mentre la media europea è intorno al 20%).
Tutto ciò nonostante la Direttiva 2003/31/CE stabilisca che si possa avviare un e-commerce senza autorizzazioni preventive (salvo naturalmente i requisiti professionali per lo svolgimento di determinate attività).
Escludendo i casi di vendite on-line occasionali (quando privati vendono e scambiano merci rimanendo al di sotto dei 5000 euro annui, casi nei quali la nota di vendita è soggetta solo a ritenuta d’acconto del 20%) per avviare una vera e propria attività è necessario costituire una società (con spese di circa mille euro, escluse le SRL semplificate che non hanno gli oneri notarili).
Seguono poi i classici adempimenti prescritti dalla legge, l’iscrizione alla Camera di Commercio e la presentazione della SCIA (segnalazione certificata d’inizio attività) da consegnare allo sportello unico per le attività produttive (SUAP): le spese amministrative per tali pratiche sono intorno al centinaio d’euro (apertura partita IVA e diritto annuale della CCIAA).
Inoltre bisogna comunicare all’Agenzia delle Entrate l’indirizzo web del sito, i dati identificativi del provider, la mail, il telefono e nel caso il fax. Se si vuole poi vendere ad operatori economici di altri paesi dell’Unione Europea è prevista l’iscrizione alla banca dati VIES (Vat Information Exchange System).
A vendita ultimata poi, non c’è l’obbligo di emissione della fattura (salvo richiesta del cliente), ma il venditore dovrà annotare i corrispettivi giornalieri delle vendite (IVA compresa) nel registro dei corrispettivi.
La legislazione europea (la già citata Direttiva 2003/31/CE, recepita in Italia con D.L. n.70 del 9/4/2013) mette nelle mani delle aziende una serie di semplificazioni normative con l’obiettivo di sviluppare l’e-commerce, dando l’opportunità a numerose start-up di poter gestire una strategia di vendita senza dover investire ingenti somme nel retail e nella distribuzione.

Una rivoluzione dei processi di penetrazione delle merci che permetterà al Made in Italy di sprigionare tutte le proprie potenzialità.