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L’impatto del Giubileo sull’economia romana

L’impatto del Giubileo sull’economia romana

Il Giubileo Straordinario della misericordia indetto da Papa Francesco è appena cominciato ma già fa molto parlare di sé, a livello organizzativo e non solo.
I tragici avvenimenti dell’ultimo periodo hanno portato necessariamente l’attenzione sul tema della sicurezza, con la minaccia del terrorismo internazionale a rendere tutta la manifestazione giubilare una grandiosa sfida per i nostri servizi d’intelligence; inoltre, le solite polemiche politiche locali hanno accompagnato e accompagneranno l’evento per tutta la sua durata (dall’8 dicembre 2015 al 20 novembre 2016): finanziamenti pubblici, organizzazione, manutenzione stradale e degrado, non c’è argomento che riguardi la città di Roma che non possa essere trattato con uno sguardo all’apertura della Porta Santa.
Tra i tanti temi analizzati circa il Giubileo 2015, uno dei più rilevanti è sicuramente l’impatto di quest’ultimo sul sistema economico romano.
I precedenti sono di buon auspicio: durante il precedente Giubileo del 2000 le performance delle imprese romane son state notevolmente sopra la media, con un record assoluto di presenze turistiche nelle strutture recettive (78 milioni di arrivi in tutta Italia, 25 solo a Roma) e un incremento significativo del PIL laziale (+3%).
Per analizzare al meglio come la manifestazione religiosa influenzerà l’economia della città di Roma (ed in generale di tutta la regione Lazio) la facoltà di Economia dell’Università La Sapienza in collaborazione con la Camera di Commercio di Roma, ha analizzato i possibili impatti del Giubileo in tre scenari ben definiti (basso, medio ed alto afflusso di turisti) per prevedere le performance degli indicatori socio-economici nel breve-medio periodo.
Premessa principale della ricerca è che il Giubileo del 2015 non assomiglierà a quello del 2000. In primis per un motivo prettamente teologico, ovvero la possibilità per chiunque di ricevere l’indulgenza senza l’obbligo di venire a Roma; in secondo luogo per le modalità di preparazione dell’evento: se per il Giubileo del 2000 la macchina organizzativa partì con svariati anni d’anticipo (e con notevoli somme a fondo perduto), quest’anno il poco preavviso e i pochi (o nulli) investimenti pubblici hanno ridimensionato le attese degli operatori di settore.
Ma anche se “sotto tono” l’anno santo sarà un’ottima opportunità per le imprese romane: le previsioni scaturite dal modello econometrico infatti indicano un sicuro aumento del PIL ed una crescita occupazionale: per le precisione, l’andamento del PIL romano dovrebbe attestarsi su un +2,1/+2,4% in 5 anni, con una crescita concentrata nel 2016-2017 ed un introito complessivo di 11 miliardi di Euro; la crescita occupazionale dovrebbe riguardare invece 4300-5300 nuove unità lavorative (ULA); le stime sulle presenze turistiche indicano invece un incremento che va dal 3% fino ad un massimo del 7%.
In ultima analisi quindi, il Giubileo contribuirà alla crescita dell’economica romana, con gli effetti benefici che si noteranno sia sul versante del PIL sia su quello del mercato del lavoro. Diversa la situazione per quello che riguarda invece le casse dello stato: secondo lo studio infatti, il saldo tra maggiore entrate fiscali e maggiore spesa pubblica può risultare positivo solo in presenza di un significativo incremento del flusso turistico (almeno +7% rispetto al 2014).
Naturalmente l’impatto non si riduce agli effetti sul breve-medio periodo, esaurendosi nell’indotto, bensì porterà diverse opportunità anche a lungo termine, con gli effetti chiamati di legacy attribuibili al miglioramento delle infrastrutture, ai benefici d’immagine e alle start up nate e sopravvissute durante il Giubileo. Effetti non di poco conto, se si pensa che per EXPO la legacy è stata stimata come pari al 25% degli effetti diretti e di indotto (1,2 mld di Euro).
Sarà proprio su questa dimensione che si giocherà il rilancio dell’economia romana: la manifestazione giubilare dovrà essere vista come un volano per opportunità che non si esauriscano nell’“hic et nunc” ma che possano lasciare dei frutti durevoli a livello sia infrastrutturale che di nuove realtà imprenditoriali. Un momento propizio, in concomitanza con la ripresa economica dell’intero continente, per riprendere fiducia e per fare impresa, coinvolgendo naturalmente attori istituzionali ed enti fiduciari (come per esempio i confidi) e mettendo in moto meccanismi di finanziamento più snelli ed adatti alle caratteristiche della PMI ed in generale della realtà romana (si pensi ad esempio al microcredito ed alle difficoltà di implementazione dello stesso in tutto il paese).
La sfida giubilare coinvolgerà quindi non solo le istituzioni e le imprese locali, ma anche tutti quegli enti che possono, col loro ruolo, garantire un accesso al credito agevolato e aiutare le start up nella loro fase embrionale: Il Giubileo Straordinario della Misericordia 2015 è una grandiosa opportunità che solo gli abitanti della città di Roma possono sfruttare, e anche gli operatori finanziari dovranno trovarsi pronti ad accettare il guanto di sfida, visto che anche (e soprattutto) da loro dipenderà il futuro delle imprese romane.