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Start Up Innovative, i dati del MiSE

Start Up Innovative, i dati del MiSE

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato al Parlamento la relazione annuale sui risultati della politica a supporto delle start-up innovative italiane (Legge 221/2012).

Si pone, in particolare, l’attenzione sui dati relativi alle fonti di finanziamento che questa tipologia di imprese utilizza maggiormente, nella fase della loro nascita ed in quella della loro crescita e sviluppo.

Emerge come le necessità di credito registrate nella fase di avvio dell’impresa, viene soddisfatta in larga parte dall’apporto di capitale proprio dei soci dell’impresa stessa (nel 2016, il 68.4% delle start-up innovative hanno coperto la totalità delle necessità creditizie per l’avvio di impresa con capitale proprio, il 74.2% una quota maggioritaria, solo l’11.8% non ha fatto ricorso a mezzi propri).

Tra tutte le possibili fonti di finanziamento attivate (donazioni di parenti e amici, finanziamento pubblico locale, investimenti di venture capital o business angel), il credito bancario si pone al secondo posto nella graduatoria delle fonti di credito maggiormente attivate.

E proprio il credito bancario è quello che, secondo la relazione del Ministero, più sembra incidere nelle dinamiche di approvigionamento finanziario delle startup innovative in fase di crescita. Sempre nel 2016, il 23.2% delle imprese ha avuto accesso un presito, percentuale che cresce al 30.3% per quelle costituite prima dell’entrata in vigore della legge 221/2012 sull apolicy delle startup e al 46.3% per quelle con valore della produzione superiore a 500 mila euro. [fonte repubblica.it]